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Politica: il Natale di un sessantottino

 Chi non ha vissuto quegli anni non può capire la felicità della fine nel 1945 di una guerra mondiale , con la voglia di ricostruire una  propria vita libera di amare , di ammirare la bellezza della Natura  , combattere le ingiustizie e l’odio generato da ideologie di morte e di dominio sugli altri esseri umani. Una nuova vita senza l’ossessiva voglia di ricchezza e successo, a qualsiasi costo, dei giorni d’oggi . C’era solo la voglia di vivere il miracolo della vita umana. .

Non ci si doveva drogare nel dopoguerra, per essere felici e  non ci piaceva di tatuarci come carcerati e neppure di metterci gli orecchini da donna. Si aveva solo sete di normalità. Fatta eccezione per il delitto d’onore.

Non ammazzavamo le donne ma le amavamo come ci riesce solo chi ha vissuto una guerra di odio. Non avevamo bisogno della droga , il falso idolo per sperare (invano)  di essere felici . Rispettavamo i diritti degli altri  con pari diritto di vivere. Brigate rosse a parte.

Occupavamo le Università nella speranza di una cultura e giustizia sociale.

Come il 1400 è stato il secolo del nostro Rinascimento dell’Arte, gli anni settanta del 1900 sono stati il nostro Paradiso Terrestre di valori umani .  

Gli americani , i nostri salvatori insanguinati per salvarci , sono stati per quasi 100 anni il nostro idolo che aveva distrutto tutto il Male incurabile portato dal Fascismo .Una guerra Mondiale  da 60 milioni di morti per odio razziale. Ma il male non è stato ancora estinto . Trump e Putin , con i loro  prezzolati seguaci in  tutto il Mondo, sono la prova della reincarnazione  di Hitler e Stalin , attuali abitanti dell’inferno Dantesco.

Già alla fine del novecento l’uomo aveva imboccato la strada di un nuovo declino di valori che ,se giudicato da una società di rating , sarebbe stato classificato come  “incurabile immaturità”.

I grandi politici della Democrazia Cristiana del dopoguerra ( Alcide De Gasperi in primis) andavano in missione negli Stati Uniti con i loro cappotti usati e viaggio a loro spese. Con i grandi intellettuali comunisti ( Togliatti , Berlinguer ..) c’era una giusta contrapposizione ma non un odio su tutto e per tutto . Perché capivano che il benessere di una vita così complessa come la nostra non sta né all’estrema destra e neppure all’estrema sinistra.  Fascismo e Comunismo sono due falsi Dei falliti , non capito solo da chi è accecato dagli attuali talk show da tifoseria calcistica, dove nessuno riesce a parlare senza essere interrotto. Sta di fatto che i nostri scadenti politici d’oggi sostanzialmente degli agenti pubblicitari, , guadagnano, senza trasparenza alcuna, mille volte più di quanto si meriterebbero, con un’assicurazione poi  Casco per danni provocati.

Si pensi all’illimitato sperpero di denaro delle cattedrali nel Deserto per le centinaia di migliaia di  opere incompiute nel nostro intero Bel Paese . Da manager aziendalista ben conosco il problema.  

La prova più emblematica ai giorni d’oggi del fallimento politico nazionale è stata la terrorizzante esperienza del Governo giallo-blu 5 Stelle-Lega. L’apice l’hanno raggiunto quando hanno proclamato la fine della povertà dalla finestra del Parlamento . Sono scoppiato a ridere per non piangere. La mancanza di uomini della statura di un Berlinguer , di qualunque colore sia, genera una depressione incurabile .

Prima di chiudere queste  nostalgie natalizie  , il mio pensiero va alla Televisione di Ettore Bernabei , il fondatore della TV culturale oggi ridotta a diffusore di sponsor televisivi che impediscono di vedere qualsivoglia seppur bel programma per le interruzioni , anche nella TV a pagamento. Non servono più le pillole per dormire.

 

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