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Politica: il futuro delle Democrazie

 In questi giorni abbiamo assistito in televisione alla distruzione causata dal maltempo non solo sul litorale marino ma anche  riguardante un’intera cittadina nell’entroterra, Niscemi , che sta franando. Qualche anno fa abbiamo visto in Sicilia autostrade sbriciolate appena create. Ogni qualvolta che ho percorso in auto le suddette litoranee , con particolare ma non esclusivo riferimento a quelle della Calabria , ho osservato con meraviglia case e attività turistiche a pochi passi dal mare . Mi chiedo come è possibile che dette iniziative sono state permesse con deroghe su aree demaniali . 

D’accordo ai fenomeni climatici estremi derivanti dall’inquinamento ( contro cui si fanno solo chiacchiere per interessi e/o incapacità ) ma in certe zone in particolare c’è anche la grave colpa di chi ha concesso dei permessi illegali a imprese “ privilegiate” . 
Chi pagherà questo conto salato non “ una tantum” ma ripetitivo ?  Certamente non i responsabili, esperti solo nel restare  a galla in queste tempeste da loro generate .
Parlando di democrazia viene in mente il celebre giudizio di Winston Churchill espresso alla Camera dei Comuni nel 1947, definita come “la peggior forma di governo, in rapporto a tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora”. In pratica afferma che la democrazia è imperfetta ma insostituibile rispetto  ad altre forme di governo autoritarie.  
In pratica questa celebre frase è l’affermazione del principio che “ chi si accontenta gode “ , espressa  a fine guerra dopo il giudizio negativo sul fascismo ( Hitler e Mussolini) e comunismo (Stalin & company ) . 
Non so però se Churchill confermerebbe questa sua teoria al giorno d’oggi , nell’attuale Mondo delle bugie coinvolgenti anche la più democratica delle Nazioni finita ad essere governata dal dittatore di fatto Trump , emulo dei capigoverni russi e cinesi . L’Europa democratica è in declino verticale e l’Italia , in particolare,  è ingovernabile per  l’irresponsabile numero di partiti esistenti e la  parità di voti tra governo ed opposizione che si combattono su tutto , senza la seppur minima collaborazione . La maggioranza assoluta non va più a votare per protesta di tutti su tutto così che al Governo non va al potere un partito ma un insieme di partiti in contrasto tra di loro. 
Conseguentemente più che governare si litiga ,  tutti contro tutti , irresponsabilmente, prevalendo l’odio al posto del confronto costruttivo di idee.. 
Secondo me , per mantenere nel tempo come valido il principio di Churchill , va fatta qualche aggiunta necessaria , mediando  tra dittatura e democrazia , rispettando anche un altro principio :   “in medio stat virtus” . Ci riferiamo alla Repubblica Presidenziale , già esistente in alcuni Paesi, ma con un’aggiuntiva “ amministrazione controllata” da un Parlamento con un massimo di cento membri la cui elezione dovrebbe  essere ratificata  non solo da Presidente della Repubblica ma anche da un comitato di “saggi” del livello di  Leo Valiani, Aldo Moro , Nilde Iotti ecc. ecc.
 

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